Cultura della memoria viva ed educazione civica

Il concetto di “Memoria Viva” nasce in due importanti scritti di Andrea Devoto, “La tirannia psicologica” (1958) e “Il comportamento umano in condizioni estreme” (1985), entrambi dedicati all’analisi della violenza e della tirannia psicologica all’interno delle istituzioni totalitarie.

La memoria delle atrocità del passato è una chiave di lettura per interpretare e leggere i fatti attuali e le connessioni con realtà di violenza ed esclusione nel nostro tempo. La memoria attiva e partecipata è, quindi, un elemento formativo per i ragazzi di oggi che - tramite riflessioni sul passato - possono leggere con maggiore lucidità il presente e, con esso, immaginare e progettare un futuro diverso.

Secondo Devoto, la memoria delle atrocità dei campi di concentramento nazisti rischiava di essere dimenticata se non raccontata. In particolare, Andrea Devoto approfondì gli eventi concentrazionari non solo dal punto di vista storico, ma anche da un punto di vista economico e antropologico.

Nei primi otto anni di attività, la Fondazione ha promosso anche premi laurea dedicati a Miriam Novitch e Ilda Verri.

Nel 1985 la Regione Toscana assegnò a Devoto il compito di intervistare i sopravvissuti toscani ai campi di sterminio. Queste interviste hanno portato alla stesura del volume “La speranza tradita” in cui sono raccolte le testimonianze di 70 deportati.

Dalla deportazione al ritorno a casa il racconto dei sopravvissuti, attraverso le loro parole, ci permette di rivivere il calvario di cittadini comuni (i settanta intervistati non erano ebrei, né prigionieri politici) che hanno vissuto le atrocità dell’oppressione e del nazismo e del loro ritorno a casa senza essere accolti, perché nessuno ha creduto possibile la veridicità dei loro racconti.

La Fondazione Devoto ha raccolto questo messaggio e ha promosso l’area della Memoria Viva con metodologie pedagogiche che permettano ai giovani di oggi la comprensione del senso dell’esclusione e della perdita di intere popolazioni che ora fuggono vittime dell’oppressione, della guerra e della fame.


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