Carta Etica

(estratto)

La Fondazione si pone i seguenti scopi:

  1. Sostenere la volontà di non farsi imprigionare “dal normale” “dal contingente”, con la determinazione a guardare avanti, lontano nel futuro.
  2. Guardare avanti per non accontentarsi del pensiero dominante del conformismo, delle prassi consolidate, dello status quo.
  3. Ripartire dall’ascolto della comunità, oltre le categorie, in modo da non omologare le azioni e la progettualità.
  4. Ripartire dal Benessere Equo Sostenibile, dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità.
  5. Promuovere la felicità e l’economia della felicità.
  6. Promuovere una cittadinanza attiva che abbia l’obiettivo di cambiare le regole, i valori e le politiche che sostengono i comportamenti a rischio per il benessere, aumentare il senso di condivisione delle responsabilità per la salute di se stessi e degli altri e la capacità critica individuale per aumentare scelte coerenti e consapevoli rispetto al proprio agire.
  7. Promuovere la presenza e l’assunzione di responsabilità nella comunità attraverso un processo lungo e complesso fatto di piccole vittorie, condivisione dei risultati, riconoscimento dei fallimenti. Avere sempre di mira: la pace, l’amore, la verità, la conoscenza, l’equo accesso alle risorse, il diritto alle libertà individuali, la garanzia dei diritti umani, il diritto alla pace e al benessere, la lotta alla povertà, la possibilità per tutti di scegliere e di determinare la propria vita, individuale e collettiva.
  8. Promuovere la salute e il benessere nella comunità affinché siano garantite ad ogni singolo individuo le conoscenze e le competenze per migliorare la loro aspettativa di vita sana, sviluppare la capacità di creare legami.
  9. Promozione  versus riparazione. Non basta la sola assistenza/riparazione:  di un problema sociale disatteso va promossa anche la capacità di affrontarlo cercando di arrivare a coglierne le cause e le responsabilità che siano in capo a persone e a istituzioni che hanno il potere e il dovere di risolverle.
  10. Promuovere la spiritualità ecologica: l’essere umano non può essere immaginato senza spiritualità perché l’uomo si basa su valori che ha sempre posseduto come un suo codice interno di regole e di comportamento. Non basta a proteggere solamente la natura animata o inanimata, ma anche l’uomo e la donna con le loro caratteristiche spirituali
  11. Promuovere laboratori aperti dai quali mutuare idee e azioni (I laboratori diventano la fabbrica delle idee, e come tali cambiano e si abbandonano come le idee, che devono essere concretizzate in progetti attivi. Progetti che sappiano  riconoscere con spirito critico le risorse e le capacità (le forze e i limiti) del singolo, della famiglia e della comunità nell’assumere impegni e svolgere compiti concreti. Contaminare il lavoro degli “esperti” mettendolo in contatto vero con i cosiddetti destinatari dei progetti
  12. Alcune parole d’ordine: cittadinanza attiva, coerenza, sostenibilità, equità, protagonismo dei cittadini e co-programmazione delle azioni, advocacy per rendere cittadini consapevoli, giustizia e responsabilità

 

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Laboratori di pensiero